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Fotografie di Chale
Le foto Verso le undici di mattina la bassa marea raggiungeva il suo apice. Lei legge sotto l'ombrellone di paglia. Piero raccoglie maschera, boccaglio, pinne e la macchina fotografica con il guscio subacqueo. Lei non ama immergere la testa sott'acqua, ancor meno respirare attraverso il boccaglio. "Resto qui" dice. Le due barriere coralline sono entrambe emerse. Tra queste un largo canale di acqua calma. Oltre la seconda barriera le bianche onde dell'oceano. "Starò fuori un'oretta", e posa gli occhiali sul lettino. Lei solleva lo sguardo dal libro. "Sì", risponde. La spiaggia è puntellata da piccoli buchi scavati dai granchi. Ad ogni passo di Piero scompaiono dentro i loro fori. Lei lo guarda allontanarsi con tutti
quegli oggetti in mano e sorride. Lei dalla spiaggia non lo vede più, riprende a leggere. Ogni tanto solleva lo sguardo. Piero si immerge nuotando piano. Gli
piace il silenzio del mondo subacqueo. Vede una grossa stella marina grigia
con dei punti, simmetricamente disposti, rosso vivo. Per rimanere fermo
si aggrappa ad un corallo e scatta qualche foto. Lei sta bevendo un succo di arancia con la cannuccia, lo vede risalire dall'acqua. Piero apre subito il guscio di plastica
della macchinetta digitale e le mostra le foto: non è come vedere
la barriera dal vivo, ma potrà almeno farsene un'idea. Le onde dell'oceano passano già sopra
la barriera lontana. Una leggera brezza viene dal mare.
La veranda È distesa sul letto in veranda. Il pomeriggio è caldo e senza vento. Indossa una canottiera bianca e gli slip del costume da bagno. Tiene un braccio sotto il capo e il viso rivolto da un lato. Una gamba leggermente piegata, il piede poggia sul polpaccio dell'altra. Dorme. Piero è seduto sul limitare del pavimento, i piedi sull'erba rada e riarsa e guarda la laguna che separa l'isola dalla costa. Poco più avanti la riva scende
verticalmente per un paio di metri. Lì inizia la laguna. L'oceano, ritiratosi
per la bassa marea, la lascia quasi all'asciutto. Lei dorme sul letto della veranda
La piscinetta Si mette un cappellino in testa, si
gira verso Piero e dice: "Mi bagno un po'". La bassa marea ha lasciato dietro
di sé alcune pozze d'acqua poco profonde. Il sole è alto, la spiaggetta
bianca è punteggiata dai fori di granchi scavatori. Il silenzio è assoluto,
anche le cicale tacciono. Si alza e sorridendo torna verso l'albero
di Piero: "vieni, ci sono dei pesciolini che, appena mi stendo in acqua,
mi nuotano intorno". I pesciolini sono molti e sembrano
delle piccole "occhiate". Cercano rifugio all'ombra delle gambe
di lei che ride divertita e sorpresa. Sfiorano la sua pelle, sembra che
cerchino di mangiare la lieve peluria rimasta dopo la seduta dall'estetista.
La cena Un affioramento d'acqua di mare ha
formato un piccolo lago all'interno dell'isola. Intorno acacie, nell'acqua
alcune mangrovie. Tra i tavoli si muove con grazia la
bellissima Mahana, lungo abito rosso vivo stile masai. Piero scosta la sedia di lei.
La zanzariera dorata La stanza è molto grande e luminosa. Sul fondo si apre una porta finestra che occupa tutta la parete da cui si accede alla veranda protetta da una cupola di paglia. Il grande letto a baldacchino è stato
rifatto. Sui cuscini due fiori di Frangipane. Sulle sedute dei divani
bianchi fiori di frangipane. Ve ne sono anche sul tavolino con il bollitore
d'acqua, sullo scrittoio, sul tavolo con la televisione da cui non si
vede nessun canale e sul piccolo e basso tavolo tra i divani. L'aria della
stanza profuma. Lei esce dal bagno dopo aver fatto
la doccia, è ancora bagnata. Le goccioline d'acqua brillano sulla sua
pelle. Non si è lavata i capelli: dice che altrimenti si arricciano troppo.
Piero si avvicina alla sponda del letto, le carezza la fronte e i capelli. Il sole del primo pomeriggio è accecante. Il profumo del frangipane si sente anche lì fuori. Due babbuini attraversano la laguna asciutta. Un geco passeggia sulla parete accanto al tavolo con il bollitore per l'acqua. Lei dorme sul grande letto dalla zanzariera dorata. Piero è steso sul letto in veranda e chiude gli occhi. Nessun rumore, solo il ronzio di qualche insetto.
Il caffé Quella mattina si era svegliata prima del solito. Piero dorme col viso affondato nel cuscino. Il bar è appena aperto, deve attendere
un po' per avere un caffè. L'alta marea copre interamente la laguna all'interno della barriera corallina. Il colore dell'acqua è turchese chiazzato da aree verde scuro. Le piace molto quel colore. Le piace
nuotare da sola. L'acqua non è calda come nel pomeriggio, ma ha comunque
una temperatura gradevole. Piero si sveglia, la chiama. Si alza, guarda nel bagno. Non c'è. Esce sulla veranda, torna dentro e va nel giardinetto antistante. Non c'è. Lei si stende sul telo da mare. Il sole è ancora basso, sente il suo calore sulla piante dei piedi. Si accende una sigaretta. Piero, nella confusione che regna
nella stanza, nota che manca la borsa da spiaggia e dal comodino manca
il pacchetto di sigarette. Un inserviente le porta un bicchiere di spremuta mescolata a pezzi di frutta. Lei sorride e lo saluta con l'unica parola swaili che ha imparato: jambo. Spegne la sigaretta. Piero sente il bollitore fischiare. Quella mattina il caffè solubile non era buono.
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