Echinopsis mamillosa

 
Emilio Filippini. avo Filippini

Cogito ergo est

Ammesso che cogito ergo sum contenga della verità; ammesso che si possa scrivere cogito/sum; (vedi articolo Sul cogito) inoltre ammesso che al cogito si associabile un 1, al sum una i (base dei numeri immaginari) e quindi cogito ergo sum si possa scrivere 1/i. Allora visto che 1/i=-i e visto che -i non si può leggere come "non sono" ("non sono" non è dicibile in quanto è una contraddizione in termini), si imporrà la necessità di leggere -i in un altro modo.
Dire "non sono" equivale a dire che nel campo dell'essere c'è un buco che equivale proprio a ciò che non posso dire cioè: "io non sono". Ora se non si può dire del buco, possiamo dire di ciò che circonda il buco, così facendo individuiamo il buco senza dirlo. Difatti ogni volta che neghiamo qualcosa, implicitamente ammettiamo che la cosa esiste. Se dico questo "quadro non è bello" implicitamente ammetto che la bellezza esiste. Se dico "l'unicorno non esiste" implicitamente ammetto che qualcos'altro esiste.

Invece che dire "non sono" si potrà dire "altro è" oppure "esso è". Senza alcun limite sia al termine "esso" sia al termine "è".
"Esso" può essere qualsivoglia cosa; anche Dio. Concludendo dire cogito ergo sum equivale a dire "Dio esiste". Il detto cartesiano è quindi un atto di fede.
Quanto detto evidenzia, se ancora fosse necessario, che per comprendere esattamente il cogito ergo sum è d'obbligo usare una logica di tipo diverso da quella formale. In quanto, la logica stessa, forzata fino al suo limite ci spinge in un campo diverso dal suo proprio; ci introduce cioè nel campo della fede.

 

Sommario degli articoli