Granchio scavatore

 
Emilio Filippini, Dopo la tempesta

 

Fantasma e desiderio

Formula di Lacan del fantasma:
$ <> a è la formula del fantasma (1). [che si legge: S barrato punzone di a].
Il fantasma è generato dal rapporto tra $ e a.

Domanda:
$ genera a, oppure a genera $ ?
Oppure la nascita è contemporanea?
Cosa spinge $ generare a o l'inverso?

Possibile risposta:
Qualcosa che possiamo chiamare desiderio, che, se si ferma a questo punto, si fossilizza in un desiderio fantasmatico.

Penso che tutto il movimento (tutto ciò che nell'essere umano si muove, qualsiasi cosa si intenda con movimento) sia dovuto a ciò che possiamo chiamare desiderio.
Sembra perciò che il desiderio sia costitutivo dell'uomo.
Senza desiderio non si nasce né si vive!
Allargando il concetto di desiderio, o meglio non definendolo per il momento in maniera circostanziata e rigorosa, si potrebbe pensare che anche un albero cresce perché è mosso da uno pseudo-desiderio.
Le pietre hanno desiderio? potremmo dire che hanno quello di restare dove sono (primo principio della dinamica).
Si potrebbe poi continuare osservando che (restando nella metafora della pianta) la pianta una volta cresciuta completamete e raggiunta la maturità inizia una lenta degradazione fino ad arrivare alla morte. È anche questo un desiderio?
Se abbiamo chiamato desiderio quello di crescita dobbiamo chiamare desiderio anche quello di morte.
E per la pietra cosa possiamo dire? Potremmo affermare che anch'essa alla fine ritornerà prima polvere e poi, alla fine, nell'indistinto buco nero in cui - come sostiene la fisica teorica - evolverà tutto l'universo. Quindi anche il suo desiderio è quello di morire.
Con queste azzardate metafore abbiamo individuato una caratteristica del desiderio che è quella di evolversi con il tempo, cioè il desiderio ha come variabile indipendente il Tempo.
È proprio quella di morire l'ultima manifestazione del desiderio?
Se accettiamo l'ipotesi di Hawkings, di un nuovo Big Bang dopo l'implosione nel Big Crunch, possiamo dire che l'ultimo desiderio è quello di rinascere e ripetere l'esperienza fatta, magari sotto nuove forme.
Ma è questo l'ultimo desiderio? (e così via all'infinito).

Si può riguardare il desiderio come una legge (nel senso strettamente fisico del termine): l'acqua scende a valle a causa della legge di gravità (legge di cui si sa solo la, anzi le, formulazioni, ma non si sa assolutamente perché ci sia e perché si manifesti in questi termini), senza questa legge non solo l'acqua non scenderebbe a valle, ma addirittura non esisterebbe l'universo.
In questa ipotesi che il desiderio sia una legge, un motore di tutte le azioni, una sorta di vettore su cui si innestano varie manifestazioni dello stesso: quali gli istinti e le pulsioni; vediamo come si forma il fantasma. Il primo fantasma è quello di tentare di ritornare ad essere uno con la parte della madre che ci dava il latte, o ancor prima essere tutt'uno con la madre.
Sul vettore del desiderio, che in questa fase temporale chiamerò desiderio di vita, si ottiene come resto del piacevole atto di cibarsi, un godimento (annullarsi nel fare uno con l'oggetto, che è un po' come morire), che può essere poi inteso come il reale punto di mira del desiderio. Questo mitico godimento diviene in questo modo ciò che viene creduto come fine del desiderio, riducendosi così a desiderio fantasmatico.
Con il tempo a cambierà forma e aspetto (quanti sedicenti amori nascono a causa della spasmodica ricerca di a), ma nella sostanza è sempre al primo oggetto che ci si rivolge al fine di ottenere il godimento (così il sesso, che è una via regia per il raggiungimento del godimento, diventa la riduzione più comune del desiderio).
Come uscire da questo circolo che ci porta a ripetere all'infinito una ricerca che mai ci soddisferà? (la non soddisfazione nasce dal fatto che si raggiunge sì il godimento, ma nella realtà non è al godimento che il vero desiderio mira).
Penso che sia possibile uscirne spostando l'obbiettivo dal godimento al lasciare divenire il desiderio per ciò che è (chiamiamolo: desiderio di eternità). Credo che potrà manifestarsi attraverso l'unico vero mezzo per il raggiungimento dell'eternità: l'azione creativa (in qualsivoglia modo si voglia manifestare). In questo modo si potrà raggiugere anche il vero godimento, che non sarà più una piccola morte come nel caso del godimento normalmente inteso, ma un momentaneo ingresso nell'eternità.

 

Nota

1) $ = soggetto barrato (diviso) dal linguaggio

a = oggetto che causa il desiderio

<> = punzone (funzione)

 

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